Stefano Cucchi Onlus

Carabiniere condannato per lesioni, colpì un ragazzo con la pistola

La Corte d’Appello di Bologna ha condannato un carabiniere, il brigadiere dei carabinieri Daniele Sabino, per lesioni a carico del giovane Edoardo Tura, assolvendolo però dal reato di violazione di domicilio commessa da pubblico ufficiale. “Condotta che provoca sfiducia nei carabinieri”, si legge nelle motivazioni della condanna al brigadiere. “Non si ritiene di fissare la pena base in misura corrispondente al minimo edittale considerata la gravità della condotta dell’imputato, idonea in sé a provocare sfiducia da parte della collettività nei confronti di soggetti cui invece la legge demanda la difesa dei diritti dei cittadini, nonché in considerazione della condotta processuale dell’imputato tutt’altro che limpida”, si legge ancor anella sentenza.

Una sentenza, dice Estense.com, che è l’inverso di quella di primo grado, dove il militare venne assolto per il primo reato ma condannato per il secondo. La ricostruzione:

I fatti sono riferiti alla notte del 23 gennaio 2010 e accadono a Renazzo, Cento, in provincia di Ferrara: l’allora 23enne Edoardo Tura, oggi parte civile tramite l’avvocato Fabio Anselmo, prese una strada laterale per tornare a casa, a Renazzo. La repentina manovra di svolta insospettì però una pattuglia dei carabinieri che stava effettuando un posto di blocco cento metri più in là e che subito iniziò a ‘sfanalare’ e attivò i lampeggianti. Tura entrò nel cortile di casa con l’auto, ma quando scese gli si avventò contro il brigadiere Sabino (difeso dall’avvocato Alberto Bova)- convinto che il giovane avesse qualcosa da nascondere – che, almeno secondo quanto emerge dalla sentenza, lo colpì alla testa con il calcio della pistola, procurandogli una ferita. Ne nacque una breve colluttazione in cui il giovane si difese prendendo per il collo il carabiniere. Il militare si sporcò la giacca con della polvere bianca e si convinse che fosse droga che il giovane teneva in mano (le analisi hanno però dimostrato che si trattava solo di calce). Sentendo le grida del figlio, i genitori di Tura chiamarono le forze dell’ordine.

Il ragazzo – che non aveva assunto droghe, né le deteneva, né aveva assunto alcol – venne denunciato e arrestato per resistenza a pubblico ufficiale (assolto in via definitiva), e lui ribatté denunciando il carabiniere per lesioni e violazione di domicilio.

Qui l’articolo di Estense.com.

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