Stefano Cucchi Onlus

Orlando: «Introdurremo il reato di tortura»

Introdurre il reato di tortura nel codice penale. Lo ha annunciato oggi il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, durante il suo intervento alla cerimonia dell’inaugurazione dell’anno giudiziario a Milano. «Qui, nella città di Cesare Beccaria – ha spiegato nell’aula magna del Palagiustizia milanese – voglio ribadire l’impegno per l’introduzione del reato di tortura. Non possiamo perdere altro tempo nell’affermare un principio che tra l’altro ci viene richiesto anche in sede europea e internazionale».

Inversione di tendenza sulla carenza di organico
Sulla scopertura degli organici che ha messo «in serio pericolo la tenuta del sistema» giudiziario «oggi la tendenza è invertita». È un passaggio dell’intervento del ministro della Giustizia Andrea Orlando all’inaugurazione dell’anno giudiziario del distretto di Milano. Il ministro, replicando alle denunce e lamentele dei vertici degli uffici milanesi e non solo, ha spiegato che «1.820 sono le immissioni previste entro marzo», 1.600 i dipendenti già arruolati e 3.300 le assunzioni ordinarie «che si aggiungeranno nel giro di un anno. Il totale – ha proseguito – supera le 5.100 unità. Ciò comporterà l’ingresso nei ranghi dell’amministrazione di risorse giovani». Il Guardasigilli ha precisato, tra l’altro, che 4mila è il numero di stagisti e tirocinanti già operanti negli uffici giudiziari. «Credo che sia possibile riconoscere in questi numeri – ha aggiunto – una decisa e significativa inversione di marcia rispetto al passato». Infine ha ricordato che l’organico della magistratura ha visto nell’ultimo triennio l’ingresso di 1.100 unità.

Non attentiamo all’autonomia delle toghe
«Io voglio dire questo, non credo che si stia attentando all’autonomia della magistratura perché si modifica l’età pensionabile, perché allora non mi saprei spiegare perché l’Anm non ha protestato quando si decise a suo tempo di portare l’età pensionabile da 70 a 75 anni», ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando al termine della cerimonia dell’anno giudiziario a Milano, parlando coi cronisti in relazione all’intervento nell’aula magna del presidente dell’Anm Piercamillo Davigo.

Davigo a Orlando, non violi indipendenza delle toghe
Nel corso del suo intervento Davigo, tornando sulla questione dell’età pensionabile delle toghe aveva detto di non voler «essere ricordato come il presidente dell’Anm che ha abdicato sulla difesa dell’indipendenza della magistratura, signor ministro spero che lei non voglia essere ricordato come quello che ha provato a violarla». Ieri l’Anm per la prima volta non ha partecipato all’inaugurazione dell’anno giudiziario in Cassazione.

A casa 450 magistrati senza adeguata temporizzazione
Una decisione «sofferta», quella di non partecipare ieri all’inaugurazione, ha detto Davigo, «ma quando sono in discussione principi non si media». L’ex pm del pool Mani Pulite, infatti, ha ricordato che «il governo ha mandato a casa 450 magistrati con lo slogan “Largo ai giovani”», senza prevedere «un’adeguata temporizzazione» delle uscite, ma poi ha fatto «prima una proroga per gli uffici direttivi e poi un’altra proroga». Con questi interventi, ha proseguito Davigo, «il governo decide chi fa il giudice e l’Anm ha deciso di non accettare questo. I magistrati prorogati sono di sicuro i migliori, ma se passa il principio che il governo può scegliere in futuro potrebbe scegliere i peggiori». E poi si è rivolto direttamente al ministro Orlando, prima dicendo che il Guardasigilli nel suo intervento «ha volato alto e l’ho apprezzato, ma mi sarei aspettato anche un colpo d’ala», e poi: «spero che lei non voglia essere ricordato come quello che ha provato a violarla» l’indipendenza della magistratura.

Fonte | Il Sole 24Ore

Condividi  Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInPin on PinterestEmail this to someone