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Cucchi, 19 ottobre: la rivelazione

Stefano Cucchi
 

Lunedì 19 ottobre. Da due giorni, ormai, (Stefano ndr) è steso sulla pancia. Immobile. Completamente coperto da un lenzuolo. E’ esasperato dal dolore, evidentemente, e dall’immobilità.

Alle 13:15 era arrivato il pranzo, (…) l’infermiera Porcelli era rimasta colpita dalla presenza sul comodino di quattro bottigliette di acqua, ciascuna con la propria cannuccia. E tutte consumate a metà: (…) “ ‘Non tocchi quelle bottiglie’, provai a capire il perché di quella stranezza. Di farsi consegnare ogni volta una nuova bottiglietta lasciando a metà le altre. E lui mi rispose che non si fidava. Voleva bottiglie nuove e chiuse ogni volta, perché era stato picchiato dai carabinieri e quindi aveva paura. Gli dissi che lo avrei invitato a ripetere quello che mi aveva appena detto davanti a un agente di custodia, ma lui si rifiutò”. Picchiato dai carabinieri.

tratto da “Il Corpo del reato”, Carlo Bonini, Edizioni Feltrinelli, 2016.

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